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ANNO 2008: IL RECUPERO DELLA MEMORIA. IL PROGETTO DI RESTAURO CONSERVATIVO DELLA MANTA DELLA MADONNA DELLA LETTERA IN LAMINA D’ORO E GIOIELLI PRESSO IL MUSEO DELL’OPERA DEL DUOMO DI MESSINA
La sponsorizzazione dell’evento è stata promossa dal Club di Messina, sotto la presidenza della Sig.ra Mimma Mirenda, che con grande sensibilità e oculata attenzione ha rivolto il suo operato alla salvaguardia di un manufatto di particolare affezione per la cittadinanza. Ed è proprio la fervente devozione verso l’amata Patrona, condivisa dai messinesi, che spinge il Club International Inner Wheel a assumere l’impegno sociale di coordinare tutte le forze cittadine che desiderano contribuire alla realizzazione del restauro. La “manta” rappresenta la storia, la tradizione, la religiosità, il genio artistico dell’antica comunità messinese. Un’opera emblematica che non ha mai cessato di trasmettere amore e interesse, che continua a proporsi quale veicolo di religiosità per i fedeli, stimolo per gli studiosi di approfondimenti culturali e scientifici. La sua visione provoca stupore, ammirazione e commozione, è espressione del mistero della Tota pulchra, della via pulchritudinis per la contemplazione della bellezza di Dio. Restituire al suo originario splendore un capolavoro di arte orafa, così intriso di forti segni devozionali è uno evento straordinario per tutti noi, che avrà risonanza a livello nazionale ed europeo per la presenza del Prof. Sante Guido, restauratore altamente accreditato per i prestigiosi lavori svolti in Italia e all’estero. Il coordinamento scientifico del progetto è affidato alla dott.ssa Giusy Larinà, storico dell’arte, nostra consulente di fiducia, che opererà in collaborazione con Mons. Salvatore De Domenico, direttore del museo dell’Opera del Duomo, con P. Antonino La Rosa, direttore dell’ufficio Beni Culturali Ecclesiastici. In occasione del restauro saranno, inoltre, organizzate delle manifestazioni culturali collaterali, cui sarà data ampia diffusione.
L'Arcivescovo Calogero La Piana
Notizie storico-artistiche
La manta o coperta di immagine sacra è un rivestimento in lastra metallica che viene sovrapposto alle raffigurazioni sacre lasciando scoperto il volto e riproducendone le fattezze anatomiche. La “manta” della Madonna della Lettera è l’opera più preziosa del tesoro della Cattedrale di Messina, in oro sbalzato, cesellato e inciso, misura cm 160 x 98. L’opera fu realizzata per essere posta sopra la tavola bizantina, andata distrutta nell’incendio del 1943. Il senato messinese e i rappresentanti della Cappella della Lettera la commissionarono il 5 novembre del 1658 all’argentiere, scultore ed architetto fiorentino, Innocenzo Mangani: il professore di scoltura, si obbligava anche a nome del figlio Ottaviano di realizzare una manta di rame per l’immagine della Madonna della lettera da ricoprire in seguito d’oro per il prezzo di onze 70 (...); di fare la manta di ramo di quella grandecza, larghecza, modo et forma conforme al modello di cera rossa, quale dovrà cesellare polire et redurla ad ogni perfecto fine in modo tale però che si possa coprire d’oro.
Ingenti somme di denaro furono impiegate per questo splendido capolavoro d’arte orafa, che complessivamente costò trentamila scudi, di cui dodicimila solamente per l’acquisto dell’oro. Molti contribuirono a sostenere le spese e persino i laureandi universitari furono coinvolti dal Senatus Consulto a pagare una tassa di tarì 12. Il manufatto, come riporta l’iscrizione incisa sotto il collo della Vergine, fu iniziato nel 1661 e ultimato nel 1668. L’opera è formata da due lamine sovrapposte, di cui una visibile in oro e l’altra interna, più pesante, in rame; esternamente è ricoperta da splendidi gioielli donati nei vari secoli alla Madonna da notabili personalità, come ad esempio un monile d’oro con perle e diamanti, realizzato nel 1690 con contributo dei messinesi e del vicerè duca di Uzeda, una spilla di smeraldi della consorte dello stesso viceré del 1695, una pettorina con brillanti della marchesa di Geraci del 1714, un cuore in oro del generale tedesco conte Wallis, una catena di don Federico Ruffo del 1723, un gioiello a forma di pecorella con grossa e rara perla del canonico decano D. Alberto Arenaprimo, una spilla floreale di diamanti regalata nel 1881 dalla Regina Margherita. Di particolare pregio è la corona della Madonna, creata precedentemente alla “manta” e adattata ad essa, arricchita di gioielli, catene in oro e smalti, pietre preziose. Presumibilmente l’opera può ricondursi a Pietro Iuvara e Mario d’Angelo che si erano impegnati con il tesoriere della cappella della Lettera a realizzare una corona per la Madonna e di mettere i gioielli come gli sarà ordinato; la raggiera del Bambino venne invece eseguita dallo stesso Mangani, come si rileva da documenti di archivio inediti. Risulta di raffinata lavorazione l’esecuzione delle vesti, i cui profili sono regalmente adornati ancora da collane preziose. Il disegno presenta stilemi della moda tessile dell’epoca, secondo l’impaginazione di un tessuto serico damascato con moduli a griglia e infiorescenze centrali.
Stato di conservazione
Molti dei gioielli sono in precario stato di conservazione e necessitano di un’attenta verifica della tenuta dei castoni e di apposti interventi di consolidamento. I pregevoli smalti presenti in alcuni monili, per loro natura estremamente sensibile alle sollecitazioni ambientali, sono in fase d’irreversibile deterioramento. Soprattutto le parti più piccole sono destinate ad essere compromesse se non si interviene urgentemente con operazioni di fissaggio e di consolidamento in profondità.
Operazioni di restauro
Sono previste operazioni di restauro mirate alla conservazione e risanamento di tutte le parti. I trattamenti saranno condotti con materiali lungamente sperimentati e metodologie in linea con i principi della “reversibilita dell’intervento”. Saranno osservate le normative vigenti in fatto di restauro conservativo di manufatti in metalli preziosi e attuati i sistemi più aggiornati in uso presso l’Istituto Centrale di restauro di Roma.
Esecuzione del restauro
Tempi e luoghi previsti per l’attuazione del restauro
In considerazione della complessità dell’intervento sono necessari circa sei mesi lavorativi. Il restauro verrà effettuato nella città di Messina, in locali della Curia attrezzati per l’evento. Giusy Larinà
L’International Inner Wheel Club di Messina intende proporre un’iniziativa volta a rafforzare la spiritualità, la devozione, l’amore della cittadinanza Messinese verso la Madonna della Lettera, Patrona della nostra città. La “manta” della Madonna della Lettera oltre a essere memoria nel nostro tempo, è icona della nostra spiritualità, pilastro portante dell’edificio storico-culturale che è lo splendido Duomo di Messina, nel quale risiedono le radici della fede e della storia della città. Nella qualità di Presidente esprimo il desiderio di tutte le socie di promuovere l’ambizioso progetto del restauro conservativo della “manta” della Madonna della Lettera in lamina d’oro e gioielli custodita presso il museo dell’Opera del Duomo di Messina. Riteniamo che questo restauro possa divenire un messaggio di fede e si identifica con le finalità del nostro Club: promuovere la vera amicizia, promuovere gli ideali di servizio individuali, promuovere la comprensione internazionale. E’ proprio la spinta del servire che ci dà la carica di dedicarci a questo progetto così importante, per costruire insieme una catena di collaborazione di fede, di credo e di arte. Tutti gli anelli devono unirsi e concatenarsi per realizzare una ruota in grado di portarci unite verso l’obiettivo che ci siamo proposte di raggiungere. Si intende, pertanto, per il finanziamento del restauro della “manta” coinvolgere tutta la cittadinanza attraverso uno sforzo collettivo, ricollegandosi a quanto già avvenuto nei secoli scorsi per la sua realizzazione. Siamo convinte, inoltre, che senza memoria storica i nostri giovani non potranno affrontare con successo le attuali problematiche di rilancio di una città, unica, che è caratterizzata dalla volontà di vivere e rivivere nella fede, nella cultura, nell’arte. Si vuole, così, in modo forte ricordare il centenario della ricorrenza del nostro ultimo terremoto, collegando spiritualmente il passato a un presente positivo, andando oltre le celebrazioni ufficiali. Ringrazio S.E. Monsignor Calogero La Piana, Arcivescovo di Messina, S.Lucia del Mela e Lipari per la disponibilità dimostrata, ma soprattutto per le parole di incoraggiamento. La Presidente (Mimma Mirenda)
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