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JEAN GUILLOUper la prima volta a Messina al Grande Organo della Cattedrale
Nella ricorrenza del centenario del terremoto di Messina (1908-2008), sabato 27 dicembre alle ore 21, nella Cattedrale di Messina il francese Jean Guillou, uno dei più grandi organisti concertisti internazionali, ha tenuto al Grande Organo Tamburini il «Concerto per il Futuro» promosso dall’Arcidiocesi di Messina.
Il programma ha previsto: la Sinfonia della 29 cantata di J. S. BACH, trascritta per organo dallo stesso Guillou; il Concerto n. 1 in Sol minore di G. F. HAENDEL (Larghetto, Allegro con Cadenza di J. Guillou, Adagio, Andante); le Sagas di J. Guillou; la Pièce Heroique di C. Franck; la Fantasia e Fuga su B.A.C.H. di F. Liszt; improvvisazioni su «Alba di morte» e «Alba di Vita».
2. Jean Guillou È organiste titolare della basilica di Sant’Eustache nel centro storico di Parigi. Artista creativo, poliedrico e sorprendente in vari ambiti. Come interprete è riuscito ad andare ben oltre la comune tecnica nel suonare l’organo così come dimostra l’abbondante discografia. Nel 2002 ha inaugurato il pianoforte a pedaliera di Borgato, con un concerto al Teatro Olimpico di Vicenza ed uno all’Opéra Royal di Versailles. Come compositore ha sviluppato una propria scrittura dalla potente eloquenza drammatica, sperimentando nuovi orizzonti nell’impiego dell’organo sia con il pianoforte (Colloques), sia con altri strumenti (violino, violoncello, flauto, clarinetto, percussioni, marimba), sia con la voce, sia con l’orchestra (7 Concerti per organo ed orchestra). Il suo libero estro poetico pervade anche tutte le altre composizioni (3 Sinfonie, 2 Concerti per pianoforte, opere vocali, pianistiche, cameristiche (Trio per 3 violoncelli; Quartetto per oboe ed archi). Come improvvisatore ha dato nuovi impulsi a questa difficile arte rendendola autenticamente creativa, libera dagli stilemi del passato, capace di esprimere inediti e freschi linguaggi. Notevoli sono i suoi apporti come progettista e organologo. Il suo modo di suonare l’organo e di comporre per esso gli ha fatto maturare nuove concezioni dell’organo che ha espresso in diversi progetti di nuovi strumenti: organi dell’Alpe d’Huez, del «Chant d’Oiseaux» a Bruxelles, del Conservatorio di Napoli, della Tonhalle di Zurigo, della Sala dei Concerti a Tenerife. Interessante il suo progetto per Tenerife: un organo diviso in 8 casse e 12 corpi sonori. Strumento di dimensioni enormi che può essere suonato da una consolle a 4 tastiere o anche da 9 organisti in altrettante postazioni. Dopo questo progetto ha scritto la sua opera «La Révolte des Orgues», presentata in prima assoluta nel 2007 a Landsberg (Germania). La punta più avanzata dalla sua ricerca organaria è l’«Organo a Struttura Variabile» descritto nel suo libro «L’Orgue, Souvenir et Avenir». Jean Guillou è noto anche come autore e scrittore per numerosi testi sulla musica, di letteratura e di poesie. Sono suoi i testi che appaiono nelle sue opere musicali «Alice au pays de l’orgue» (per organo e recitante), «Aube» (per 12 voci ed organo), «Poème de la Main» (per soprano ed organo), «Echo» (per coro e complesso strumentale). Dal 1970 al 2005 ha vissuto una intensa e qualificata esperienza di insegnante al Meisterkursus di Zurigo, indirizzando alla carriera concertistica centinaia e centinaia di giovani artisti di tante nazionalità. La sua opera è oggetto di recenti studi, ricerche e tesi.
3. Il Grande Organo “Tamburini” della Cattedrale di Messina Dopo la distruzione del precedente Grande Organo Tamburini (inaugurato nel 1930 e distrutto nel 1943), l’attuale strumento fu costruito negli anni 1946-48 dalla stessa Ditta di Crema su progetto del M° Vignanelli, allievo di Manari. Domenica 8 agosto 1948, il M° Alessando Gasparini l’inaugurò nel contesto di una settimana culturale promossa dall’Arcivescovo Paino e dei festeggiamenti dell’«Agosto Messinese». Nato su progetto unitario – e non dall’unione di organi di epoche e di botteghe diverse – risulta unico in Italia e fra i primi d’Europa, non solo per grandezza ma anche per le caratteristiche timbriche, per la capacità di fondere un corposo impasto sonoro e per gli effetti stereofonici fra i vari corpi posti i punti strategici del Duomo.
Note di Letterio Gulletta |
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